Piccolo mondo moderno

Le piaceva pensare in piccolo. Un piccolo che poteva padroneggiare con i propri sentimenti delicati. Un piccolo da curare nei particolari per farne qualcosa di compiuto. Aveva, per esempio, questo pezzetto di verde con un cespuglio di bosso e vasi di gardenie, gerani e gerbere che, se li aveste visti, non avreste potuto trovare un’imperfezione di colore o forma. Era una cura quotidiana, attenta. Ogni primavera ridipingeva i vasi di colori sfumati. Continue reading “Piccolo mondo moderno”

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Era tanto che volevo scriverti

Era tanto che volevo scriverti ma non trovavo mai il tempo. Non volevo trovarlo. Ogni volta che trovo il tempo lottiamo perché lui mi vuole tutto per sé e non mi lascia respirare. Sono pigro, tremendamente pigro e questa pigrizia è intima amica dell’inedia e del male buio. La chiamo pigrizia perché è più rassicurante. In realtà è come avere le gambe dentro un blocco di cemento, senza il conforto romantico di un sudicio angolo di porto in una qualche Marsiglia di tempo fa. Continue reading “Era tanto che volevo scriverti”

Ieri l’altro è morto Fats Domino. Il mio omaggio

Ieri l’altro è morto Fats Domino. La prima delle due volte che lo vidi era seduto in un bar improbabile, con la sua mole imponente, gli anelli alle dita e un sacco di gente chiassosa che la sera avrebbe suonato con lui. Io facevo il liceo ed ero in quella fase in cui hai l’assoluta certezza che la tua vita sarà una galoppata trionfante verso una qualche leggenda. Con un gruppo di amici eravamo infatuati degli States, di quelli che già non c’erano più. Disprezzavamo chi andava in discoteca, chi ascoltava il pop, eravamo arroganti, ci sentivamo già padroni della vita, la conoscevamo tutta, eravamo convinti di essere già vissuti in un’altra epoca. Continue reading “Ieri l’altro è morto Fats Domino. Il mio omaggio”

Ci penso io

Non so più di cosa scrivere, se di te, di me, di noi, di loro o del vento. So solo che avrei dovuto portarti via da tanto tempo, prima che il tutto rinseccolisse in questo strascichio di rancori leggeri, che si lasciano cadere lì sulla pelle d’orso di un pavimento che non ha assi di legno per camminarci con le calze spesse di quando ci si sente bene e non si vorrebbe altro che stare dentro chiusi e sentire la tempesta che abbatte tutto fuorché noi e ciò che siamo riusciti a salvare, a mettere al sicuro, a proteggere. Continue reading “Ci penso io”

Steve è morto W Steve

Steve, nelle sue varie versioni di Stevens, Stevenson, “Old”, mi ha accompagnato fino qui. E’ stato il compagno fedele dei periodi neri. Uno che conosceva il buio e sapeva come condurti senza sbattere e farti troppo male. Occhi di gatto. Un amico vero, un miscuglione perfetto tra l’amico del cuore dei banchi di scuola e l’amico che ti tiene la mano morente. Lo dico con gli occhi lucidi: difficilmente avrei potuto sopravvivere senza di lui. Riepilogo, qui, il ritratto di lui che ne feci: Continue reading “Steve è morto W Steve”

Bonni e Claudio

Bonni aveva una vita normata. Una vita delle piccole gioie tranquille. Lavoro, casa, la cucina alla Domenica. Amava la Domenica. Amava sua moglie dell’amore pulito, del sesso a cadenza regolare. Lo faceva stare bene l’ordine delle cose. La palestra, la corsetta, il bacio dei figli. Aveva un cane. Un bastardino salvato dal canile. Era sano di salute. Amava conversare sempre delle solite cose con i soliti amici. Claudio aveva una vita scrostata, irrequieta. Cambiava lavoro, casa, posti ogni volta che poteva. Sesso quando capitava, insoddisfatto subito dopo, amava l’arte, parlava bene tre lingue, guadagnava e spendeva, non aveva figli, solo nipoti, che adorava ricambiato. Continue reading “Bonni e Claudio”